GIUSEPPE MARTELLA RECENSISCE “DIRE” DI FABIO MICHIELI

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Giuseppe Martella su “Dire” di Fabio Michieli, L’arcolaio, 2019

Articolo apparso sul blog Carteggi letterari

 

Dire, di Fabio Michieli, puntava, già dalla prima edizione del 2008, sull’ambivalenza di significato della prima persona “dico” che, in latino, appartiene sia al verbo “dīcĕre”, dire, della terza coniugazione che al verbo “dicāre”, dedicare, della prima, per mettere in luce la complementarità, costitutiva del linguaggio (e della poesia in particolare) fra il dire e il fare. Cioè il valore performativo della parola che, appena pronunciata, già comporta la dedica ed esige la dedizione. Di che tipo e da parte di chi, sarà poi da decidere caso per caso. Questa ambiguità essenziale viene subito evidenziata dal Dicatum iniziale che non è un semplice esergo ma una dedica vera e propria alla seconda persona del dialogo in versi che l’io poetico si appresta ad avviare: “volevo un libro chiaro per noi due:/…

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ALESSANDRO CANZIAN RECENSISCE L’ULTIMO LIBRO DI FABIO MICHIELI, #DIRE, EDIZIONE 2019

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DireFabio Michieli

Recensione di Alessandro Canzian apparsa sul blog Laboratoripoesia.it

Esce, in versione riveduta e accresciuta, Dire di Fabio Michieli. La prima edizione è del 2008, la seconda del 2019. Undici anni di distanza per un libro complesso, vissuto, sofferto. Ed è lo stesso Michieli a spiegarcene i motivi in una nota a fine libro:

Qualcosa era rimasto sospeso; qualcosa era rimasto nella carta, e la carta tardava a ritornare bianca. Riprendere in mano Dire e le carte espunte, con le poesie espunte, però, non bastava. Non bastava sistemare certi versi zoppi, stanchi. Quel discorso, quel dialogo – questo discorso, questo dialogo – erano continuati negli anni: attraverso la lettura di altra poesia, attraverso la scrittura di nuove poesie; attraverso le persone perdute, attraverso le persone incontrate. Solo che i miei tempi non conoscono la parola urgenza; i miei tempi si dilatano; chiedono tempo per comprendere, per elaborare…

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Riccardo Canaletti, Poesie da #Sponde (Arcipelago itaca 2019)

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#RiccardoCanaletti #Sponde

Poetarum Silva

La fermata di Rimini a metà nel tragitto andato
trascorso in silenzio, accanto all’uomo che dorme.
Arrivare è questione di ore, di ora. E forse
è più che un andare dove si era cresciuti,
addensati nel mistero di una camera nascosta
al giorno, nel dettato inumano di un altro essere umano
così simile a te, così distante.

Eccomi, sono di nuovo con te
ti affilo le mani. Non consumare.
Che la parola menta al tuo posto.
Ho trovato il mistero che ti hanno nascosto
alla nascita: di me ti sollevi il coraggio
la foce che infiamma dai fiumi, che annega.

Non puoi sottrarti, arrivare a zero
non puoi consumarti, spenderti
nel colore meticcio prima del buio.
La luna non imbarca la costa,
il litorale con il litorale in pietra.
Né il luogo vuoto della corsia d’emergenza,
la falsità che è nei pini marittimi
e la sveglia raso pelle della zanzara,

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I vincitori della quarta edizione del premio letterario “L’Albero di rose”

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#Dire terzo classificato

LA PRESENZA DI ÈRATO

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Il Comune di Accettura, nella persona del Sindaco Alfonso Vespe,  il sito letterario La Presenza di Erato, la Fondazione Leonardo Sinisgalli, la Società Dante Alighieri, i Parchi Letterari, la Regione Basilicata, la Provincia di MateraMatera città europea della cultura 2019, il Parco di Gallipoli Cognato e delle Dolomiti Lucane ed il Comitato Mac Onlus, ringraziano tutti i partecipanti alla quarta edizione del premio letterario “L’Albero di rose“. Un grazie particolare alla segreteria, nella persona di Maria Grazia Trivigno, che ha mantenuto i contatti con gli autori e i giurati, e un grazie ai membri della Giuria per la professionalità e la dedizione nella valutazione delle opere.

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Umberto Piersanti recensisce #Dire, l’ultima redazione aggiornata dell’opera di Fabio Michieli

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Nel teatro del mondo

RECENSIONE DI UMBERTO PIERSANTI, TRATTA DALLA RIVISTA ATELIER

“la vita che non chiesi ma divenne / consegno ora al destino che mi spetta” (p. 38).

È un particolare teatro del mondo quello che rintracciamo in Dire di Fabio Michieli(L’arcolaio editore, Forlimpopoli 2019), dove non si stagliano in primo piano luoghi, volti e vicende ma tutto questo deve essere ricercato ed intravisto dietro un sipario o un velo che lo oscura. No, non c’è la volontà di ricercare l’“oscuro” o magari di farsene schermo: questo è il reale, uno spazio esistenziale con una venatura metafisica, di una metafisica laica intendo. La vita prosegue per suo conto un cammino inesorabile e quasi completamente autonomo: il nostro è un destino al quale possiamo consegnarci ma non mutare.

Qualcosa si rivela per speculum enigmate. Sono tratti, lacerti che non si lasciano facilmente interpretare. Certo, avvertiamo qualcosa…

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Premio Letterario “L’albero di rose”: la cinquina dei finalisti

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#Dire nella cinquina finalista al Premio Letterario “L’albero di rose”, edizione 2019, sezione “opera edita”

LA PRESENZA DI ÈRATO

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Pubblichiamo la cinquina dei finalisti delle tre sezioni del premio letterario “L’albero di rose” edizione 2019. Dal momento che ci sarà una seconda votazione con giuria allargata (quattro componenti più i tre che hanno votato le cinquine) per decretare i tre vincitori di ogni sezione, delle poesie inedite pubblichiamo solo i titoli, gli autori per tutti i giurati resteranno ancora anonimi.

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Per questa pagina tornata bianca. Piccola nota di lettura a #Dire di Fabio Michieli

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maurizio landini

Dire è anche un non dire: in questa raccolta di poesie, lo spazio bianco del non detto “ascoltato e rivissuto” impone il suo sigillo nei versi di apertura (“volevo un libro chiaro per noi due:/ una pagina bianca quasi pura”), come in quelli di chiusura (“per questa pagina tornata bianca”) rivendicando la sua gravità.

Spazio pieno del silenzio, il bianco in Dire si fa ricettacolo di un dolore vittorioso, che affonda le sue radici in un tempo rintracciabile scavando tra le ceneri di una “disfatta”, a patto che ci lasciamo consumare da un fuoco capace di mantenerci in vita: “quale fuoco non scalda/ se simile ad altri non brucia ma vive?”. Sentire il dolore è essere vivi e, in questa fase di scavo, i ricordi sono stigmate sanguinanti dove anche il gesto più semplice può rappresentare un’impresa eroica: “basta leggero l’alito della sera per spegnere/ il coraggio di…

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Fabio Michieli, Se è il dolore di me che ti spaventa

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#Dire

Poesia Ultracontemporanea

Ad A. C.

se è il dolore di me che ti spaventa
non ha colpa la mia poesia:
la vita
a volte si fa nera nell’inchiostro
più del nero che incrosta sulla carta

ma la luce che filtra dalla grana
dice a me – nel silenzio – tutto il bello

(Da Dire, L’Arcolaio Editore 2019)

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Anna Maria Curci recensisce la nuova edizione di #Dire del nostro Fabio Michieli

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«ma la luce che filtra dalla grana»: un viaggio in Dire di Fabio Michieli

Una recensione di Anna Maria Curci, pubblicata nel blog Poetarum Silva

«ma la luce che filtra dalla grana/ dice a me – nel silenzio – tutto il bello»: parto dal distico che conclude Ad A.C., componimento che si trova nella sezione Primo tempo, per raccontare di un rinnovato viaggio nei versi di Fabio Michieli in Dire, ora alla sua seconda edizione, e dunque in una versione ampliata e in una rete più fitta di linee e curve e nessi.
È bene premettere che si tratta di un viaggio tra i versi, giacché il richiamo che a me giunge da tempo da questa raccolta (la cui prima edizione risale al 2008) e da questa poesia è simile a ciò che l’Orfeo di Fabio Michieli dice di sé in (Orfeo a Euridice)

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Fabio Michieli, Dire

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Poetarum Silva

foto di Giovanni Ballarin

«ma la luce che filtra dalla grana»: un viaggio in Dire di Fabio Michieli

«ma la luce che filtra dalla grana/ dice a me – nel silenzio – tutto il bello»: parto dal distico che conclude Ad A.C., componimento che si trova nella sezione Primo tempo, per raccontare di un rinnovato viaggio nei versi di Fabio Michieli in Dire, ora alla sua seconda edizione, e dunque in una versione ampliata e in una rete più fitta di linee e curve e nessi.
È bene premettere che si tratta di un viaggio tra i versi, giacché il richiamo che a me giunge da tempo da questa raccolta (la cui prima edizione risale al 2008) e da questa poesia è simile a ciò che l’Orfeo di Fabio Michieli dice di sé in (Orfeo a Euridice): “inselvarsi oltre il limite concesso”, tornare ad addentrarsi. Se

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