Vieusseux200: 1820-2020

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#Vieusseux200 #Bicentenario

Poetarum Silva

VIEUSSEUX200: 1820-2020. Due secoli di cultura europea
di Fabio Michieli

«Chi conosce e potesse descrivere tutte le difficoltà che, durante quarant’anni, ebbe nelle sue imprese Giampietro Vieusseux a superare, e dicesse quale accorgimento e franchezza, qual posatezza e calore usò il superarle, e come in senno si mostrò pari ai vecchi, ai giovani in ardimento; chi numerasse di quanti il valore egli abbia estimato, indovinato, promosso, di quanti educato le sperare ora stimolandole e ora frenandole, di quanti alleviate le angustie e compinti amicamente i dolori; chi potesse tutte raccogliere delle innumerabili lettere da lui scritte le parole savie e cordiali, di tutti i colloqui della sua vita i giudizi retti e a lui proprii; quegli direbbe le lodi di lui degnamente. Io, lasciando a ciascuno de’ molti illustri che lo conobbero dappresso e l’amarono, narrare di lui quel che sanno, soddisfarò, quanto da me posso, al debito dell’affetto; e…

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L’angelo necessario. Nota su “La gentilezza dell’angelo. Viaggio antologico nello Stilnovismo”

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#Stilnovismo #SoniaCaporossi #MarcoSayaEdizioni

Poetarum Silva

L’angelo necessario. Nota su La gentilezza dell’angelo. Viaggio antologico nello Stilnovismo, volume curato da Sonia Caporossi (Marco Saya Edizioni, 2019)

È un angelo necessario quello che emerge alla fine della lettura di questo “viaggio”, come correttamente viene sin dal titolo definita questa piccola antologia dello stilnovismo; e anche sulla scelta dell’aggettivo in luogo dell’etichetta “Stil novo” parte il mio plauso, perché è mettersi subito dalla parte di chi vuole osservare un momento della nostra tradizione sapendo che mai esisté una scuola vera e propria. E lo si capisce chiaramente quando, giunti a Dante, ci si ritrova tra i testi scelti anche la canzone petrosa per antonomasia, ossia ci si ritrova subito immersi nel superamento dello stilnovismo, che da questo momento in poi rimerà con epigonismo. E si capisce pure perché il fenomeno dell’epigonismo recupera istanze cavalcantiane, non dantesche: perché la lezione di Dante è già inarrivabile e ai suoi…

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IURI LOMBARDI RECENSISCE “DIRE” DI FABIO MICHIELI.

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lacostruzionedelverso

Fabio Micheli è il poeta di Dire: il laboratorio dello stile
Recensione di Iuri Lombardi
Pubblicata sul blog YAWP

Sembra volerci dire qualcosa Fabio Michieli con la sua raccolta Dire (L’arcolaio) ossia di come la poesia può e deve essere un laboratorio di stile. Essere poeti non significa essere solo bravi, saper rispettare l’estetica (che non necessariamente presuppone un’etica, una morale), vuol dire sperimentare una metrica e quindi uno stile per affinare la propria voce e di conseguenza lo stile. Alla fine dei salmi, volendo o non volendo, mediante l’edificazioni possibili di teorie sulla poesia, lo stile è la carta identificativa di un autore. Io leggo due righe e capisco da subito, nel giro di pochi minuti, in una manciata di tempo chi è l’autore. Ecco Fabio Michieli in questa raccolta fa proprio questo: avvia una propria bottega di stile per accordare la voce prima di un…

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Fabio Michieli, Dire, L’arcolaio, 2019, pp. 94 € 12.00, Lettura diacritica di Giorgio Linguaglossa

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Originally posted on L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale:
? gli «oggetti», finiti chissà dove, chissà in quali cassetti di numismatici, espunti, messi fuori contesto……

GRAZIA CALANNA PARLA DI “DIRE”, L’ULTIMO LIBRO DI FABIO MICHIELI, E INTERVISTA L’AUTORE.

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#Dire #GraziaCalanna #LEstroverso #LaCostruzioneDelVerso

https://www.lestroverso.it/dire-di-fabio-michieli-e-la-poesia-una-questione-di-attesa/

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Dire” di Fabio Michieli
Intervista by Grazia Calanna

Nato a Venezia nel 1971, Fabio Michieli si è laureato in Lettere Moderne nell’ateneo lagunare (Ca’ Foscari) con una tesi su Niccolò Tommaseo e il suo racconto storico “Il duca d’Atene”, base dell’edizione critica e commentata pubblicata nel 2003 presso Antenore (Padova). Suoi interventi critici dedicati a Tommaseo sono apparsi in rivista («Quaderni Veneti», «Giornale storico della letteratura italiana») e in volumi miscellanei (l’ultimo contributo risale al 2016 e apre alla conoscenza della formazione poetica del letterato di Sebenico). Nel 2008 ha pubblicato, presso i tipi L’arcolaio, la raccolta di poesie “Dire”, e dirige, per la medesima casa, le collane «Fogli di critica» (insieme a Gianfranco Fabbri) e «Fuori collana». Fa parte del Comitato Scientifico di Carteggi Letterari Le Edizioni. Nel corso del 2015 alcune poesie della raccolta “Dire” sono state tradotte in portoghese da Josè Soares e Serena Cacchioli…

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PATRIZIA SARDISCO RECENSISCE #DIRE DI FABIO MICHIELI

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#Dire #PatriziaSardisco #Alleo.it #LaCostruzioneDelVerso

https://www.alleo.it/2019/12/10/fabio-michieli-dire-editrice-larcolaio-2019/

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Fabio Michieli, Dire, Editrice l’arcolaio 2019
«Mi atterriscono le orme»
Orazio, Epistole I 1

Recensione di Patrizia Sardisco sul blog ALLEO.IT

La genesi di un libro di poesia è il mistero di quel libro, ed è il mistero della stessa poesia. Il libro è il custode della sua propria genesi ma è allo stesso tempo l’ariete sotto i cui colpi si aprono spaccati di luce sul mistero, brecce da cui saettando viene “– nel silenzio – tutto il bello”.
Ma prima delle fondamenta, prima di ogni genesi, ai miei occhi appare particolarmente significativa l’opera di splateamento costituita dal distico con cui si apre Dire, il libro di Fabio Michieli che, dopo più di dieci anni e arricchito di nuovi testi, è tornato ora alle stampe, sempre per i tipi de L’arcolaio: uno scavo che dà ragione tanto dell’orizzonte (per noi due) quanto del vertice aurorale…

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#Dire

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due città, due librerie, due date per #Dire

Trieste, sabato 14 dicembre 2019, h. 17:30
Libreria TS360, Piazza Oberdan:
nell’ambito della rassegna “Una scontrosa grazia”
converserò con Alessandro Canzian e Mario Famularo

Roma, domenica 5 gennaio 2020, h. 10:30
Libreria Odradek, Via dei Banchi Vecchi 57:
nell’ambito del ciclo di incontri “Mai innocua la parola”,
coordinato da Fiammetta Bardelli e Anna Maria Curci,
converserò con Emiliano Ventura e Anna Maria Curci

altre date si aggiungeranno nel corso del 2020
#savethedate #staytuned

Grazia Calanna mi ha intervistato per “L’Estroverso”

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fabio-michieli

Grazia Calanna mi ha intervistato per “L’Estroverso” su #Dire e più in generale sulla poesia.

“Dire” di Fabio Michieli e la poesia, “una questione di attesa”.

“L’indiscreto”: classifica di qualità – ottobre 2019

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#Dire tra i libri inseriti nella “Classifica di qualità – ottobre 2019” de «L’indiscreto»

Scopo di queste classifiche è fornire ai lettori un indicatore sui titoli più meritevoli secondo gli addetti ai lavori, di cui è stato scelto un campione capace di coprire una grande varietà di interessi e competenze, in numero sufficiente da diluire nella statistica i danni di eventuali partigianerie. L’industria editoriale ha risposto alla crisi continuando nell’errore di una produzione accelerata, che rischia di far scomparire in breve tempo titoli più che degni di rimanere negli scaffali. Ci proponiamo di ostacolare questa tendenza e riportare l’attenzione sui libri di qualità, che non di rado rischiano di essere travolti in tale escalation.

(La redazione de “L’indiscreto”)

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Hans Hartung, Senza titolo (1980)

Classifica di qualità – ottobre 2019

Dire il trauma: la poesia di Andrea Castrovinci e di Fabio Michieli a confronto

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Andrea Accardi nel parlare della poesia di Castrovinci, e del suo modo di affrontare, rielaborare il sentimento dell’assenza, fa alcune considerazioni anche su #Dire

Poetarum Silva

Dire il trauma: la poesia di Andrea Castrovinci e di Fabio Michieli a confronto

Nella poesia di Andrea Castrovinci Zenna (qui proposta attraverso una lunga selezione, che partendo dall’opera edita Il nome di mia madre, Ensemble 2018, si allarga a includere testi inediti, alcuni pensati come ampliamento del libro precedente, il cui prosieguo ideale è già stato pubblicato su Poetarum un anno fa) si ha come l’impressione di un fuori tempo, di un essere al di qua e oltre il contemporaneo, l’attuale. Il lessico, la sintassi, la metrica, i continui rimandi più o meno espliciti a una tradizione per lo più primonovecentesca dovrebbero conferire al tutto un aspetto di manierismo attardato, e invece non è questo il caso. Si sente piuttosto la necessità (e dunque la dolorosa naturalezza) di una scrittura nata come risarcimento, elaborazione del lutto, riparazione di un trauma che rischia di paralizzare la parola. Accade così…

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