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#Dire #PaolaDeplano

Ieri su Pelagos Letteratura è stata pubblicata la recensione a Dire di Paola Deplano; rimbalzata successivamente da Elisabetta Pigliapoco nel suo blog personale e da Gianfranco Fabbri nel blog “La costruzione del verso”.

A Paola Deplano tutta la mia gratitudine, che si estende alla redazione di “Pelagos Letteratura” e in particolar modo a Umberto Piersanti, a Elisabetta e al mio editore-amico

lacostruzionedelverso

Recensione di Paola Deplano

Tratta dal blog LA LUCE DI TAGLIO, di Elisabetta Pigliapoco

Dire. Basterebbe il titolo.

Essenziale. Immediato. Puro.

«Volevo un libro puro per noi due». Un libro che comincia così.

Non è un semplice dire, è piuttosto un ridire.

Michieli aveva pubblicato il primo Dire nel 2008. Ora ritorna, assassino sul luogo del delitto. Il titolo è lo stesso, il libro è cambiato – non potrebbe essere altrimenti, è cambiato il suo autore.

Più che dire, parlare (se ne può parlare?) dell’assenza. Al centro di questa poesia c’è l’assenza: quella dell’amore finito, del padre defunto, dell’Euridice persa per sempre. E non solo perché, come dice Gianfranco Fabbri nella prefazione, «dalla ‘carenza’ […] nasce e si cristallizza il ‘disequilibrio’, la sofferenza e il dolore: si instaura, insomma, il seme che genera la poesia», ma anche perché la vita stessa è assenza, fino al giorno in cui la…

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